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Attualitá

Vivi in un condominio con riscaldamento centralizzato? Scopri come si calcola la quota fissa

Sei in un condominio con riscaldamento centralizzato? Ti spieghiamo passo dopo passo come si determina la quota fissa da pagare e come comprendere meglio le bollette per evitare sorprese.

Dal 2020 è cambiato il modo di ripartire le spese del riscaldamento centralizzato: almeno il 50% dei costi legati ai consumi volontari deve essere ripartito in base all’uso effettivo.

Vivi in un condominio con riscaldamento centralizzato? Scopri come si calcola la quota fissa Referendumcittadinanza.it

La quota fissa (consumi involontari) può essere distribuita per millesimi, metri quadrati, metri cubi o potenza installata. Ecco come funziona, cosa prevedeva la UNI 10200 e cosa sapere su letture da remoto e calendario di accensione. Nei condomìni con impianto centralizzato la bolletta condominiale del calore si compone, in generale, di due voci: quota volontaria, che dipende dal comportamento dell’utente, cioè dall’apertura delle termovalvole e dal calore effettivamente prelevato, e quota involontaria (detta anche quota fissa), che copre le perdite e le dispersioni della rete comune, le spese generali di esercizio e la disponibilità del servizio. Quest’ultima non dipende dall’uso del singolo appartamento: si paga anche con valvole chiuse.

Termosifoni in condominio : che cos’è la quota fissa e perché la paghi anche se abbassi le valvole

L’obbligo di termoregolazione e contabilizzazione, introdotto dal d.lgs. 102/2014, si è per anni basato sulla norma tecnica UNI 10200, che collegava la spesa per la parte volontaria ai consumi registrati dai dispositivi di contabilizzazione e per la parte involontaria a criteri oggettivi, solitamente millesimi di riscaldamento, derivanti da calcoli sul fabbisogno termico dell’edificio e sulle caratteristiche degli alloggi. Questo modello, pur tecnicamente coerente, spesso evidenziava squilibri tra appartamenti.

Termosifoni in condominio : che cos’è la quota fissa e perché la paghi anche se abbassi le valvole Referendumcittadinanza.it

Dal 29 luglio 2020, è possibile derogare allo schema rigido della UNI 10200. La regola cardine è che almeno il 50% delle spese relative ai consumi volontari deve essere ripartito in base ai consumi effettivi misurati, mentre la parte riferita ai consumi involontari (quota fissa) può essere ripartita con criteri scelti dall’assemblea. Questo rafforza il legame tra quanto si consuma e quanto si paga, ma lascia flessibilità sulla componente fissa, per calibrare il riparto alle caratteristiche del fabbricato.

Immaginiamo una spesa annua complessiva per il riscaldamento di 10.000 euro, con una deliberazione dell’assemblea di ripartire il 60% come quota volontaria e il 40% come quota fissa. Se il totale dei consumi registrati nel condominio è 12.000 unità, l’appartamento A con 1.200 unità e l’appartamento B con 600, vedranno una ripartizione equa basata sia sull’uso effettivo sia sulla partecipazione ai costi strutturali del servizio.

Dal 1° gennaio 2022, se i contabilizzatori o i contatori di calore sono leggibili da remoto, il gestore o l’amministratore deve fornire ai condomini informazioni frequenti sui consumi e sui costi, migliorando la trasparenza e aiutando a correggere i comportamenti in tempo reale, rendendo più comprensibile la quota fissa rispetto alla parte variabile.

La scelta del criterio per i consumi involontari incide sugli equilibri interni del condominio. Opzioni come millesimi di riscaldamento, metri quadrati, metri cubi o potenza installata richiedono una delibera assembleare chiara e, idealmente, la relazione tecnica di un professionista per evitare effetti distorsivi.

La legge nazionale fissa limiti di periodo e di ore massime giornaliere per le diverse zone climatiche, con variazioni possibili in base a ordinanze locali o esigenze di risparmio energetico. È importante controllare sempre i provvedimenti del Comune o della Regione e ricordare che, anche con il riscaldamento centralizzato, la temperatura interna non dovrebbe superare i 20 °C nelle abitazioni, per rispettare i limiti e contenere la spesa.

Loriana Lionetti

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