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Economia

Prescrizione buoni Poste: la richiesta da fare nel 2026 per non perdere i soldi

Migliaia di risparmiatori rischiano di vedere svanire rendimenti e capitale dei buoni fruttiferi postali: il 2026 è una data chiave, ma serve un passaggio formale

Per molti italiani, i buoni fruttiferi postali rappresentano da sempre un porto sicuro: strumenti semplici, garantiti dallo Stato tramite Cassa Depositi e Prestiti e distribuiti da Poste Italiane, spesso scelti per accantonare somme destinate al futuro.

Prescrizione buoni Poste: la richiesta da fare nel 2026 per non perdere i soldi (ReferendumCittadinanza.it)

Eppure, proprio su questi titoli pende un rischio concreto e poco conosciuto: la possibilità di perdere i soldi a causa della prescrizione. Il calendario segna il 2026 come un anno decisivo e, per evitare spiacevoli sorprese, sarà necessario inoltrare una specifica richiesta entro tempi ben precisi. Non si tratta di un adempimento simbolico: da esso dipende la certezza di recuperare i propri risparmi.

A differenza di altri investimenti, i buoni fruttiferi postali sono spesso conservati per anni nei cassetti di casa, tramandati tra familiari o intestati a più persone. Non è raro che, tra traslochi e successioni, se ne perda traccia o che non si tenga il passo con le scadenze. È qui che nasce il problema: senza un’azione puntuale, ci si può ritrovare con titoli che non danno più diritto al rimborso. Il tema non riguarda solo vecchie serie cartacee: anche chi ha adottato soluzioni più recenti deve conoscere le regole e i passaggi operativi, soprattutto in vista del 2026.

Quale richiesta fare nel 2026 per non perdere i soldi dei Buoni postali?

La mossa decisiva è presentare, entro i termini, una richiesta formale di rimborso dei buoni postali interessati, così da non incorrere nella perdita delle somme. Per i buoni cartacei, la via più semplice è recarsi in un ufficio postale con il titolo originale, un documento d’identità e il codice fiscale; se il buono è cointestato o l’intestatario è deceduto, è necessario predisporre le deleghe o la documentazione di successione. L’operatore verifica la serie, la scadenza e liquida secondo le condizioni previste, evitando che il titolo resti fermo oltre il periodo consentito.

Quale richiesta fare nel 2026 per non perdere i soldi dei Buoni postali? (referendumcittadinanza.it)

Chi detiene buoni dematerializzati dovrebbe verificare che il rimborso alla scadenza sia correttamente disposto verso il conto BancoPosta o il Libretto Smart collegato. Dall’area personale web o dall’app è possibile visualizzare portafoglio e scadenze, impartire le disposizioni di rimborso e, se necessario, contattare l’assistenza per eventuali anomalie. La gestione digitale riduce i rischi di dimenticanza, ma non esonera dal controllo: senza un conto o libretto validamente associato, il rimborso potrebbe non perfezionarsi come atteso.

Se non si riesce ad andare allo sportello in tempi rapidi, è opportuno inviare una richiesta scritta di rimborso a Poste Italiane, preferibilmente tramite raccomandata A/R, indicando i dati del buono, gli estremi dell’intestatario e allegando copia del titolo e dei documenti. Questo passaggio formale consente di attivare la pratica e tracciare la propria volontà di farsi rimborsare. In caso di dubbi su serie e condizioni, è utile chiedere allo sportello la stampa del calcolo o consultare gli strumenti informativi disponibili online, che aiutano a identificare durata, scadenza e rendimenti maturati.

Attenzione particolare per gli eredi: se il titolare è venuto a mancare, occorre avviare la pratica di successione presso Poste, presentando certificati e dichiarazioni richieste. Anche in questo caso vale la regola della tempestività: la domanda di rimborso in qualità di eredi va fatta senza indugio, per evitare di trovarsi con titoli non più rimborsabili. Chi possiede vecchie serie cartacee farebbe bene a controllare ora i fascicoli di famiglia: molte emissioni sottoscritte in passato hanno durate lunghe ma finite, e il 2026 segna per diversi buoni il momento in cui bisogna muoversi.

Matteo Fantozzi

Giornalista pubblicista dal 2013 è laureato in storia del cinema e autore di numerosi libri tra cui “Gabriele Muccino il poeta dell’incomunicabilità” e “Gennaro Volpe: sudore e cuore”. Protagonista in tv di trasmissioni come La Juve è sempre la Juve su T9 e Il processo dei tifosi su Teleroma 56.

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