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Ho preso un passaggio dalla mia amica e mi sono beccato una multa assurda: occhio a non fare il mio stesso errore

Mi sono trovato di fronte a una multa folle, ho preso un passaggio da una mia amica e abbiamo fatto una cosa sbagliata. Occhio a non commettere questo errore.

Sembrava la scena più normale del mondo: un giovedì qualsiasi, una commissione veloce in centro, e la mia amica che si offre di accompagnarmi per fare prima. Accetto, salgo in macchina, due chiacchiere e via. Poi, il controllo di routine. In pochi minuti la normalità si è trasformata in una sorpresa amara: verbale alla mano, mi sono ritrovata con una multa salatissima.

Ho preso un passaggio dalla mia amica e mi sono beccato una multa assurda: occhio a non fare il mio stesso errore (referendumcittadinanza.it)

Già così sarebbe curioso, ma c’è di più: non stavo guidando io. Eppure la sanzione è finita a mio nome. Scrivo queste righe per mettere in guardia chiunque si trovi in situazioni simili, perché l’errore che abbiamo commesso è comune, spesso sottovalutato e può costare caro. Non svelerò subito di cosa si tratta: quello che conta è capire come si può evitare di caderci.

Perché è scattata la multa: ecco cosa prevede l’articolo 172

Il cuore della questione è la sicurezza dei minori in auto. Il Codice della Strada, all’articolo 172, impone l’uso di sistemi di ritenuta omologati per i bambini fino al raggiungimento di 150 cm di altezza. Questo obbligo vale a prescindere dall’età e non ammette “eccezioni di comodo”, neppure per tragitti brevi. Nella fascia tra i 5 e i 7 anni, la norma pretende in modo tassativo il ricorso a un seggiolino o a un rialzo con schienale adeguato al peso e all’altezza del bambino, e certificato come omologato.

Perché è scattata la multa: ecco cosa prevede l’articolo 172 (referendumcittadinanza.it)

Trasportare un bambino di quell’età o di statura inferiore ai 150 cm senza il dispositivo corretto è considerato una violazione seria. Le conseguenze non sono simboliche:

  • Sanzione amministrativa: è prevista una multa che, in base agli importi aggiornati, oscilla indicativamente fra 83 e 333 euro. Le cifre possono variare di poco a seconda degli arrotondamenti e degli aggiornamenti locali, ma l’ordine di grandezza è quello.
  • Punti sulla patente: oltre all’aspetto economico, scatta la decurtazione di 5 punti dal documento di guida del conducente.
  • Responsabilità: di norma la sanzione si applica a chi guida. Tuttavia, se a bordo c’è un altro adulto formalmente incaricato di vigilare sul minore, la multa può essere notificata a quest’ultimo; la decurtazione dei punti resta comunque a carico del conducente.
  • Recidiva: se la stessa violazione viene ripetuta due volte nel giro di due anni, entra in gioco una sanzione accessoria molto pesante, la sospensione della patente, per un periodo che può andare da 15 giorni fino a due mesi.

Nel mio caso, a bordo c’era un bambino di sei anni e non era presente il sistema di ritenuta adeguato. Gli agenti hanno rilevato l’infrazione e applicato quanto previsto: la mia amica, che guidava, si è vista decurtare i punti; a me, che in quel momento mi occupavo del piccolo, è stata contestata la parte pecuniaria. È così che, pur non avendo le mani sul volante, mi sono ritrovata con il verbale.

Ci sono alcuni aspetti pratici che vale la pena tenere a mente per evitare guai:

  • Sotto i 150 cm, la cintura da sola non basta: occorre un seggiolino o un rialzo con schienale omologato e idoneo al bambino. Il dispositivo deve permettere il corretto passaggio della cintura sul torace e sul bacino, senza scivolare sul collo o sull’addome.
  • I tragitti brevi non fanno eccezione: “sono due isolati” è la frase che più spesso porta all’errore. La norma non distingue tra città e autostrada.
  • Se si sale su un’auto non propria, informarsi prima: se è previsto il trasporto di un minore, bisogna accertarsi che ci sia un sistema di ritenuta adatto. In mancanza, meglio rinviare o cercare alternative sicure.
  • Il dispositivo deve essere integro e regolato correttamente: schienale, cinture, poggiatesta e guide della cintura vanno adattati alla statura del bambino ogni volta.

Chiunque si trovi spesso a dare o ricevere passaggi dovrebbe considerare il seggiolino come parte integrante del viaggio quanto le chiavi o il portafoglio. L’omologazione e la corretta installazione non sono un vezzo burocratico, ma la condizione minima per proteggere i più piccoli e per non ritrovarsi, come è successo a me, con una sanzione che si poteva evitare con un minimo di attenzione in più.

Matteo Fantozzi

Giornalista pubblicista dal 2013 è laureato in storia del cinema e autore di numerosi libri tra cui “Gabriele Muccino il poeta dell’incomunicabilità” e “Gennaro Volpe: sudore e cuore”. Protagonista in tv di trasmissioni come La Juve è sempre la Juve su T9 e Il processo dei tifosi su Teleroma 56.

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