Alysa Liu domina ai Giochi e fa parlare anche per il piercing al frenulo: come funziona e cosa deve sapere chi vorrebbe imitarla.
Alysa Liu ha incantato in tutti i sensi. A Milano Cortina si è presa la scena prima nella gara a squadre, poi nel singolo femminile, chiudendo il cerchio con una doppietta che pesa come un manifesto. Medaglia d’oro di squadra e campionessa olimpica individuale: a vent’anni è già la regina dei ghiacci. E non è solo una formula buona per i titoli.

Perché intorno a lei si muove qualcosa di più ampio del gesto tecnico, pur straordinario. Si parla dei suoi halo hair, delle strisce di colore tra i capelli, dei look volutamente fuori schema. E soprattutto di quel dettaglio che in primo piano, quando sorride, non passa inosservato: il piercing. Un segno identitario, quasi un logo personale, che racconta un modo diverso di stare nello sport e sotto i riflettori.
Non è un piercing sui denti: cosa c’è davvero dietro il sorriso di Alysa Liu
“Non è un piercing sui denti quello che caratterizza il sorriso di Alysa Liu, bensì un piercing sul frenulo, il tessuto molle che collega il labbro alla gengiva e può essere bucato anche da soli, come la lingua o il lobo dell’orecchio”, spiega Stefano Negri, specialista in odontoiatria interpellato da Gazzetta.it. Una precisazione che smonta subito l’equivoco più diffuso.
Non si tratta dunque di un intervento che coinvolge lo smalto o la struttura dentale. “L’operazione non è dolorosa, non provoca problemi ai denti, ma è fondamentale la manutenzione per evitare l’accumulo di tartaro, batteri, placca, cibo. Una corretta gestione prevede che l’anellino venga svitato, pulito, rimesso per evitare che si richiuda il buco”. È qui che il discorso si fa meno glamour e più concreto: igiene, costanza, attenzione.
La regolarità della pulizia è la vera chiave. Le infezioni sono rare, stimate fra il 3 e l’8 per cento, ma il momento più delicato resta quello iniziale. “Forse il momento più a rischio è proprio nella fase del buco, quando si crea la lesione. Massima attenzione igienica in questa situazione”, raccomanda ancora lo specialista.
Alysa, dal canto suo, non ha mai nascosto nulla. Anzi. “L’ho fatto da sola il piercing, poco più di due anni fa, con l’aiuto di mia sorella che mi teneva il labbro sollevato, mentre io ero davanti allo specchio con il mio ago da piercing”. Un racconto diretto, quasi disarmante, che restituisce l’immagine di una ragazza coerente con la propria generazione: autonoma, istintiva, poco incline ai filtri.
È probabile che molte proveranno a imitarla. Succede sempre quando un’atleta diventa simbolo. Ma se c’è un messaggio che passa, oltre la fascinazione per l’oro e per i colori tra i capelli, è proprio quello della consapevolezza. La libertà di esprimersi non esclude la responsabilità.





